Il farmacista di Auschwitz

Il farmacista di Auschwitz

Dieter Schlesak

Language: Italian

Pages: 272

ISBN: 2:00273484

Format: PDF / Kindle (mobi) / ePub


Viktor Capesius, il farmacista di Auschwitz, seleziona personalmente le vittime da mandare al rogo, le fa spogliare per mandarle a morire, distribuisce dosi di Zyklon B, il gas letale. Fra i condannati, non solo sconosciuti, ma anche tanti suoi antichi vicini di casa della cittadina rumena di Sighisoara, gli stessi che in una fotografia degli anni Trenta lo circondano sorridenti in uno stabilimento balneare. Tutti suoi compaesani, come Ella Salomon che da ragazzina entrava nella sua farmacia per ricevere in dono qualche caramella, e che ora si arrampica fino alla piccola feritoia del vagone dei deportati per cercare un po' d'aria, nel tentativo di non impazzire; il dottor Mauritius Berner, che appena arrivato al campo si vede strappare dalle braccia, mute e atterrite, le sue gemelline di soli sei anni, che moriranno poche ore dopo; o Adam, il deportato costretto a entrare a far parte del Sonderkommando Crematori, un uomo che ancora oggi, dentro di sé, custodisce ricordi che sono come bestie nere.

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Suicida. OTTO WOLKEN. Nato il 27 aprile 1903 a Vienna (impero austroungarico). Perseguitato come ebreo; nel campo di concentramento di Auschwitz dal 9 luglio 1943 fino alla liberazione. Medico prigioniero nel blocco BIIa (lager quarantena). Numero prigioniero 128828. All’epoca del processo aveva sessant’anni. Medico, residente in Austria. GLOSSARIO Anschluss : annessione dell’Austria da parte della Germania nazista (12 marzo 1938). Arbeitskommando: unità di lavoro di prigionieri dei campi di

ad Auschwitz? Inconsciamente ciò che voleva eliminare era anche questa sua provenienza dalla follia e dalla semidiozia? Le ceneri di Aloisia, al pari di quelle dei circa trentamila uccisi a Hartheim, furono scaricate nottetempo nel Danubio, o nel Traun. Anche la sorella di Aloisia, Victoria, giudicata �debole di mente», dopo la fine della guerra fu ricoverata nel manicomio Am Feldhof di Graz. Le famiglie Hitler e Schicklgruber provengono dal minuscolo paesino austriaco di Spital. Spital: un luogo

eccetera non sono altro che una sorta di beni di lusso che non sempre possiamo permetterci. Questo l’ho trovato da qualche parte in Nietzsche e, nevvero, lo sottoscrivo pienamente.» �Non sono i valori supremi, i più alti?» �Io direi: non esistono valori supremi. La concezione del mondo è sempre biologica: io voglio vivere e sopravvivere. � Il volto di Roland si era come dileguato, una sorta di uovo enorme dai contorni incerti. �Ma anch’io ritengo», proseguì improvvisamente in tono

piaci... E ovviamente anche: Io ballo nel cielo con te, nel settimo cielo d’amore ... Oppure: Come i fiordalisi sono gli occhi delle donne innamorate ... E: Dove le onde del mare del Nord salutano la spiaggia ... E la Ami canta subito anche lei: Noi ci apparteniamo, come il vento e il mare, quant’è difficile, separarmi da te... E si sente la voce stonata di Vik, che si fa udire tra tutte, fortissima... Ma Roland dice: “Dalle nostre canzoni è facile cogliere la differenza essenziale tra noi e gli

i quindici ventilatori che portavano il fuoco dei forni a milleottocento gradi». Capesius: �È a partire dalla primavera del 1942 che cominciarono ad arrivare al campo dell’annientamento i treni della morte carichi di ebrei. Solo in quell’anno arrivarono 166 trasporti con all’incirca 180.000 deportati; nel 1943 furono 174, con 220.000 persone all’incirca e, nel 1944, la ferrovia del Reich con 300 treni trasportò circa 300.000 vittime. Si trattava di carri bestiame». Dottor Nyiszli: �Il dottor

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